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Storia e Cultura » Musica Popolare

Musica e canti popolari

La musica e i canti popolari degli arbëreshë di Sicilia sono anch’essi fortemente legati alla tradizione religiosa. Ampio è, infatti, questo repertorio di canti impiegati in ambito liturgico e paraliturgico. Accanto a queste composizioni, di prevalente origine colta, vi sono poche altre testimonianze di carattere “profano”, fortemente influenzate, peraltro, dalle tradizioni musicali autoctone.

Fra i canti i più diffusi si ricordano: 

Kostantini i vogëlith (Costantino il piccolo), O e bukura More (O bella Morea), Kur të pash të parën herë (Quando ti ho visto per la prima volta) Lazëri (Il canto di Lazzaro), O mburonjë e Shqipëris (O protettrice dell’Albania).
I canti comunque più emblematici, uno profano e l’altro religioso, rimangono O e bukura More (O bella Morea) e O mburonjë e Shqipëris (O protettrice dell’Albania) i cui testi qui di seguito si riportano:


O e bukura More                                  O bella Morea
O e bukura More     O bella Morea 
Si të lash e më ngë të pash     Da quando ti ho lasciato più non ti ho visto
Atje kam u zotin tatë         Lì ho lasciato mio padre
Atje kam u zonjën mëmë         Lì ho lasciato mia madre
Atje kam edhe tim vëlla         Lì ho lasciato anche mio fratello


È un canto autenticamente popolare comune, in diverse varianti, a tutti gli arbëreshë d’Italia. In pochi versi, con toni molto lenti e struggenti, vi si esprime il dramma ed il dolore di chi è costretto ad abbandonare, cacciato dall’odio e dalla violenza, patria ed affetti.


O mburonjë e Shqipëris     O protettrice dell’Albania
O mburonjë e Shqipëris     O protettrice dell’Albania
Virgjëreshëz’e dëlirë,          Piccola vergine pura,
Mëma e lartë e Perëndis          Alta madre di Dio
Çë na jep këshill të mirë;                        Che ci dai buoni consigli
Ti, çë ruajte gjyshrat tanë                      Tu che hai protetto i nostri avi
Të mos zbirjën shejten besë,                   Perché non perdessero la santa fede,
Te ku ndodhen edhe janë,                      Ovunque si trovino e siano,
Arbëreshvet kij kujdes.                           Proteggi gli Albanesi.
Kij kujdes për ne të mjerët,  Proteggi noi miseri,
Zoqë të varfër’ jasht furrikut;       Orfani uccelli senza nido;
Kij kujdes për ata tjerët          Proteggi anche quegli altri
Çë po vuajën nën armikut.          Che soffrono sotto il nemico.
Sa t’i falemi t’in Zoti          Adoriamo Iddio
Po me gluhën çë na dha,          Con la lingua che ci ha dato,
Po si i falej’ Kastrioti          Così come lo adorava Kastriota
E gjëria nga zbresjëm na.                        E la stirpe da cui discendiamo.


La protezione dell’Odigitria sugli arbëreshë e sull’Albania è, invece, invocata in questo canto, composto da Giuseppe Schirò e divenuto un autentico canto popolare intonato, ancora oggi, in occasione delle feste religiose più significative. Il canto è eseguito su una melodia in tonalità maggiore con tempo 4/4.