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Piana degli Albanesi, adagiata su una conca che termina sul lago, gode di una posizione geografica molto suggestiva cui fanno da corona quattro imponenti montagne (Pizzuta, Kumeta, Maganoce, Xeravulli) ed alcuni siti che sono interessanti e frequenti mete di molti naturalisti.

La Pizzuta, in direzione est-nord rispetto all’abitato, per l’imponenza della sua conformazione orografica nonché per la ricchezza della vegetazione e della fauna, ha un fascino particolare. È possibile visitarla mediante diversi itinerari naturalistici che, partendo dalla strada che porta all’antica chiesa rurale della Madonna Odigitria, portano alle sue vette, alla Grotta del Garrone, alle Neviere fino a Portella della Ginestra. 

Il monte Kumeta, posto in direzione ovest-sud, è un massiccio roccioso che custodisce nu­merosi fossili e presenta una vegetazio­ne di muschi e licheni. Nel prospetto rivolto verso Piana la montagna riporta i segni, ancora molto visibili, lasciati dalle cave di mar­mo. Il materiale qui estratto, in alcune varietà di pregio, viene lavorato nelle segherie ed utilizzato per pavimentazioni e decorazioni di ogni genere. I toni cromatici van­no dal bianco fiorito, al rosa, al rosso montecitorio così detto perché le colonne di Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento nazionale a Roma, sono state realizzate con questo marmo. 

Il Maganoce, situato a sud-est sul versante del lago opposto all’abitato, presenta una particolare forma a dorso d’elefante sormontata da un fitto bosco. Nei periodi appropriati è spesso meta di numerosi cercatori di funghi.

Accanto alla Pizzuta in direzione nord-est, lo Xeravulli chiude idealmente la “corona”. Attraversato dal fiume Gjoni, che scorre  poi sotto il paese per sfociare nel lago, questo monte è ricco di vegetazione molto interessante. Vicino allo Xeravulli si trova il monte Argomëzit di cui a lungo sarà detto a proposito degli itinerari naturalistici.